CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE

LA GIURISPRUDENZA

 

IL CONSIGLIO DI STATO

 

TEMATICA

DESCRIZIONE

ANZIANITA' PREGRESSA

L'atto con il quale la p.a. procede alla valutazione dei servizi precedentemente prestati (talora previa una qualificazione giuridica di detti servizi) per determinare la nuova posizione retributiva di ciascun dipendente ha natura provvedimentale in quanto costitutivo del nuovo inquadramento economico e concorre a stabilire, con l'atto di inquadramento nella nuova qualifica funzionale, la nuova posizione giuridico-economica del dipendente.  

Il dipendente, che pretenda un trattamento diverso, ritenendosi leso dai criteri utilizzati dall'amministrazione per la valutazione dell'anzianita' pregressa, e' tenuto ad impugnare l'atto che lo riguarda nel termine di decadenza decorrente dal momento in cui ne sia venuto a conoscenza, ai sensi dell'art. 21, primo comma, della legge n.1034/71.

(Cons. di Stato, sez. V, 4 febbraio 2002, n. 626; Pres. ff. Allegretta; Est. Marchitiello)

COMANDO Il provvedimento di comando e di cessazione disposto presso una diversa P.A. ha natura ampiamente discrezionale (CONSIGLIO DI STATO, SEZ. VI – Sentenza 8 gennaio 2003 n.3680).
COMMISSIONI DI GARA La presidenza delle commissioni di gara e di concorso va attribuita ai dirigenti o, in assenza di dirigenti ai responsabili di uffici e servizi
CONCORSO

Un Bando di concorso a posti di pubblico impiego, quale lex specialis della procedura, può contenere prescrizioni discrezionalmente individuate dall’Amministrazione, ma queste, oltre a non essere  contrarie a disposizioni normative, non devono essere intrinsecamente illogiche, anche sotto il profilo della superfluità, della inutilità e, occorre aggiungere, dell’esagerata gravosità e, in particolare, sull’illegittimità di una clausola del bando che per i vigili urbani prevede il possesso di una vista superiore a quella richiesta per il reclutamento dei poliziotti (Cons. Stato, SEZ. V – Sentenza 2 dicembre 2002 N. 6606/02)

CORPO POLIZIA MUNICIPALE Trasformazione dei Corpi in Istituzioni
GIURISDIZIONE Il Giudice amministrativo può accogliere l'istanza di sospensione cautelare dell'esecuzione di un atto amministrativo sul presupposto dell'illegittimità costituzionale della legge su cui lo stesso si basa (addotta dal ricorrente in via di eccezione), solo se contestualmente ritiene l'eccezione non manifestamente infondata e la rimette alla Corte Costituzionale (tranne casi eccezionali, in cui la natura degli interessi in gioco e l'imminenza di eventi insuperabili o irreversibili non consentono dilazione) (Cons. Stato, VI sez., 24 marzo 2000 n. 1431 pres. De Roberto, est. Maruotti)
INTERPRETAZIONE DEI CONTRATTI COLLETTIVI

Parere – artt. 64 e 49 d. lgs. n. 165/2001. Accertamento pregiudiziale sull’efficacia, validità ed interpretazione dei contratti collettivi. Necessità della sottoscrizione dell’accordo di interpretazione da parte di tutti i sindacati firmatari del contratto da interpretare. (Cons. Stato Sezione Prima del  31 Ottobre 2001 - Presidente P. Salvatore - Est. Pajno )

LICENZIAMENTO 

L'estinzione del rapporto di servizio e di pubblico impiego non può avvenire tacitamente ma consegue sempre ad una determinazione espressa nelle forme di legge (Consiglio di Stato 20/11/00, n. 6181, pres. Catallozzi, est. Poli)

MANSIONE SUPERIORE Diritto del dipendente pubblico, che abbia svolto le funzioni, al trattamento economico relativo alla qualifica immediatamente superiore 
  L'art. 56 D. Lgs. 3/2/93 n. 29 come modificato dal D. Lgs. 31/3/98 n. 80, ha introdotto anche per il pubblico dipendente il diritto al compenso per mansioni superiori, rinviando tuttavia l'operatività della norma sino all'efficacia dei contratti collettivi adottati successivamente alla disposizione normativa in esame. Peraltro, il diritto al compenso spetta al dipendente, indipendentemente dalla stipulazione dei predetti contratti, dal momento in cui l'art. 15 del D. Lgs. 29/10/98 n. 387 ha soppresso l'originario divieto di pagare differenze stipendiali nella fase transitoria (Cons. Stato, Ad. Plen., 28 gennaio 2000 n. 10, pres. Laschena, est. Di Napoli)
ORGANIZZAZIONE LAVORO  Collocamento dei Corpi della Polizia Municipale all’interno dell’amministrazione comunale
PERIODO DI PROVA

La proroga del periodo di prova e' consentita ma deve pervenire al dipendente entro il termine stabilito dalla norma per cui, in mancanza, il periodo deve intendersi favorevolmente concluso.                              (Cons. di Stato, sez. IV, 14 febbraio 2002, n. 887; Pres. Paleologo, Est. Carinci)

  La giurisprudenza e' pacifica nel ritenere che la proroga del periodo di prova e' prevista proprio per dare la possibilita' all'impiegato di fornire all'Amministrazione - attraverso un miglioramento dell'estrinsecazione della sua personalita' in un piu' lungo periodo di osservazione - nuovi elementi che consentano di formulare un giudizio piu' completo, nel quadro di una valutazione complessiva degli elementi emersi nel corso del servizio prestato (Cons. St., Sez. VI, n. 266 del 10.4.1979; TAR Toscana, Sez. II, n. 539 dell'11.6.1998). La giurisprudenza ha altresi' affermato che la proroga e' atto di natura recettizia e deve pervenire al dipendente entro il termine stabilito dalla norma. In mancanza, il periodo deve intendersi favorevolmente concluso (TAR Umbria, Perugia, n. 447 del 22 giugno 1994). (Estratto dalla sentenza del Cons. di Stato, sez. IV, 14 febbraio 2002, n. 887; Pres. Paleologo, Est. Carinci)
PRIVACY Il datore di lavoro non ha diritto di prendere visione della documentazione dell'Inail concernente la dipendenza da causa di servizio di un incidente occorso a un dipendente, poiché la tutela del diritto alla riservatezza prevale sull'interesse del datore di lavoro di partecipare al procedimento (Cons. Stato 5/1/95 n. 12, pres. Salvatore, est. Torsello)
SANZIONI DISCIPLINARI

La l. 7/2/90, n. 19 sul procedimento disciplinare nel pubblico impiego trova applicazione diretta anche per i dipendenti degli enti locali (Consiglio di Stato 20/11/00, n. 6181, pres. Catallozzi, est. Poli)

  Il termine di novanta giorni previsto dall'art. 9, l. 7/2/90, n. 19 per la conclusione del procedimento disciplinare nei confronti di pubblico dipendente, non ha carattere perentorio nel caso in cui il procedimento consegua a sentenza di condanna emessa in seguito a patteggiamento (Consiglio di Stato 26/6/00, n.15, ad. plenaria, pres. Laschena)
  In sede di procedimento disciplinare nei confronti di pubblico dipendente che consegua a sentenza di condanna emessa in seguito a patteggiamento, non sono necessari autonomi accertamenti da parte dell'amministrazione per i fatti non controversi e per quelli esaustivamente accertati in sede penale; l'amministrazione può comunque utilizzare gli atti di indagine penale ed è onere dell' inquisito indicare gli elementi a suo discarico su cui l'amministrazione deve compiere nuovi accertamenti (Consiglio di Stato, 1/9/00, n. 4647, pres. Ruoppolo, est. De Nictolis)